Adriano Gaspani, Biography

Adriano Gaspani, la Biografia

Nato a Bergamo, il 23 Marzo 1954, vive a contatto delle natura, in un luogo isolato e impervio tra le montagne dell'alta Valle Brembana, nel Bergamasco, in Italia Settentrionale. Dal 1981 Adriano Gaspani fa parte dello staff dell'Osservatorio Astronomico di Brera di Milano, afferente all'I.N.A.F. (Istituto Nazionale di Astrofisica di Roma), dove svolge l'attività di System Manager presso il locale Centro di Calcolo. Membro della S.I.A. (Società Italiana di Archeoastronomia) sin dalla sua fondazione, Adriano Gaspani svolge le sue ricerche nel campo dell'Archeoastronomia con particolare riferimento ai periodi protostorico e medievale in Europa e relativamente al perfezionamento delle tecniche di rilevamento dei siti archeologici di rilevanza astronomica e dell'analisi dei dati raccolti.

Nel 1997 ha pubblicato il volume: "L'ASTRONOMIA DEI CELTI, Stelle e Misura del Tempo tra i Druidi" (Keltia ed.), riguardante le concezioni e le conoscenze astronomiche delle popolazioni celtiche, ricostruite sulla base dei reperti archeologici oggettivamente disponibili.

Nel 1998 ha collaborato, per la parte archeoastronomica, alla redazione del volume "QUEI CIRCOLI DI PIETRE, I CROMLECH DELLA CULTURA DI GOLASECCA" edito da Lucina Caramella, per il Comune di Vergiate (Varese).

Nel 1999 ha pubblicato il volume: "LA CULTURA DI GOLASECCA, Sole, Luna e Stelle dei primi Celti d’Italia" (Keltia ed., 1999), riguardante i risultati dello studio archeoastronomico degli insediamenti e delle necropoli appartenenti alla Cultura di Golasecca, cioe' alle popolazioni celtiche stanziate dal XIII secolo a.C. al IV secolo a.C. nella parte nord-orientale dell'Italia.

Nel 2000 ha pubblicato il volume "ASTRONOMIA E GEOMETRIA NELLE ANTICHE CHIESE ALPINE" per i tipi di Priuli & Verlucca (Scarmagno, Torino) in cui sono analizzate e descritte le tecniche utilizzate dagli architetti mistici medievali per edificare i luoghi di culto cristiani secondo direzioni astronomiche ben precise e il modo con cui la simbologia mistica connessa agli oggetti del cielo veniva codificata nell'architettura sacra.

Nel 2002 ha pubblicato, per l'editrice Keltia di Aosta, il volume "LA CIVILTA' DEI CAMUNI, Sole, Luna e Stelle nell'antica Valcamonica" in cui è stato messo in evidenza il sapere astronomico diffuso tra la Cultura Camuna che popolò la Valcamonica tra il 6500 a.C. e l'Alto Medioevo, ricavato dall'analisi dei siti, dei reperti archeologici e dalle incisioni rupestri che costellano la valle.

Nel 2004 ha pubblicato il volume: "I VIKINGHI, Storia, Religione, Astronomia e Calendario degli antichi dominatori dei mari", per Keltia Editrice, Aosta, in cui sono stati riassunti i risultati di alcuni anni di ricerche condotte con l'obbiettivo di ricostruire il sapere astronomico diffuso tra i più famosi navigatori del Medioevo europeo. Sempre nel 2004 ha pubblicato, insieme a G. Brunod e A. Ramorino, il volume: “BEDOLINA: La città ritrovata, 5.000 anni di vita in Valcamonica incisi sulla roccia" in cui è stata proposta una nuova interpretazione delle incisioni rupestri preistoriche presenti sulla famosa Roccia di Bedolina, presso Pescarzo in Valcamonica (Brescia).

Nel 2006 ha pubblicato il volume: "INTRODUZIONE ALL’ARCHEOASTRONOMIA: NUOVE TECNICHE DI ANALISI DEI DATI", edito da Tassinari (Firenze) e finanziato dalla Fondazione Giorgio Ronchi di Firenze, nel quale vengono descritte le più moderne tecniche di rilievo archeoastronomico e di analisi dei dati.

Nel 2009 ha pubblicato il volume “VERONA: Origini storiche e astronomiche” per i tipi delle Edizioni della Vita Nova di Verona, in cui sono stati affrontati i problemi relativi ai criteri geometrici ed astronomici con cui i gromatici etruschi e romani stabilivano l’orientazione dei castra e delle città che da essi traevano origine. In questo libro viene proposta una soluzione al problema delle origini, della struttura e dell’orientazione della “Forma Urbis” dell’antica città di Verona. Sempre nel 2009 ha pubblicato il volume “ASTRONOMIA E L'ANTICA ARCHITUTTURA SULL’ARCO ALPINO" per i tipi di Pruli & Verlucca (Scarmagno, Torino), ma anche il volume “GLI INSUBRI: SIMBOLISMO COSMICO DELLE POPOLAZIONI CHE FONDARONO MILANO”per i tipi di Keltia editrice (Aosta) che prende in esame il bagaglio di conoscenze astronomiche delle popolazioni celtiche di stirpe insubre che durante l’Età del Ferro popolarono soprattutto la parte centrale dell’Italia settentrionale. Ancora nel 2009 ha pubblicato il volume: “IL GRANDE CERCHIO DI PIETRA DEGLI ANTICHI COMENSES”, edito dall’Associazione Culturale Terra Insubre (Varese) con il patrocinio ed il contributo del Consiglio Regionale della Regione Lombardia e dall’Assessorato alla Cultura dell’Amministrazione Provinciale di Como, il quale prende in esame il grande sito archeologico recentemente scoperto non lontano dalla città di Como e che durante il VI sec. a.C., per circa un secolo, ebbe la funzione di grande osservatorio astronomico utilizzato dalle locali popolazioni celtiche golasecchiane.

Ha collaborato, per la parte archeoastronomica, a numerosi volumi di vari autori dedicati alla storia dei luoghi di culto cristiani nel territorio sia italico che svizzero, eseguendo l’analisi dell’orientazione astronomica delle chiese prese in esame nei vari testi. In particolare nel 2009 ha contribuito al volume dal titolo: Le Pietre raccontano: le rivelazioni della casa di Dio” di Francesca Selcioni; Armando Dadò editore, Locarno (Canton Ticino, Svizzera), con un contributo originale dal titolo: “Analisi archeoastronomica delle chiese di S. Nicolao a Giornico e di S. Vittore a Muralto”.

Autore di oltre 200 lavori pubblicati su svariate riviste del settore, nella sua più che trentennale attività ha tenuto conferenze e seminari sia in Italia che all'estero.

Da oltre 10 anni è titolare del corso annuale di "Archeoastronomia" all'Università Cardinal Colombo di Milano. Nel 2006 e nel 2007 ha svolto anche il corso annuale di "Storia dell’Astronomia dal Rinascimento ai giorni nostri" presso la stessa Università, e dall’anno accademico 2007 anche il corso di "Elementi di Astronomia Generale". Da alcuni anni tiene i corsi di Astronomia e Storia dell’Astronomia presso l'U.T.L. di Gorgonzola (Milano), dove nel 2004 e nel 2005 ha svolto il corso di Astronomia, nel 2009 quello di Archeoastronomia e nello stesso anno un corso dal titolo “Molte Astronomie sotto lo stesso cielo: Astronomia e Simbolismo Cosmico presso le antiche culture”. Nel 2002/2003 ha svolto il modulo di Archeoastronomia presso la Scuola Superiore di Studi Preistorici, a Milano.

Da oltre un decennio svolge il ciclo annuale di conferenze di Archeoastronomia presso il Civico Planetario Hoepli del Comune di Milano.

Nel 1997, ha per primo interpretato correttamente, la struttura della tavola di bronzo di Coligny (II sec. d.C.) riportante l'unico esemplare esistente del calendario lunisolare celtico ed ha tenuto un seminario sull’argomento presso l’Haute Ecole d’Etudes Celtiques all’Università della Sorbona a Parigi, oltre che numerose conferenze ed interventi a convegni sull’argomento.

Nel 2003-2004 ha tenuto il corso "Astronomia attraverso i popoli antichi" presso l'Associazione Lombarda Archeologica (A.L.A.) - Amici del Museo Archeologico di Milano, dove nel 2006 ha tenuto un successivo corso, presso la medesima istituzione, dal titolo: “L’Astronomia dell’Irlanda Antica e Medievale”.

Nel 2004 ha collaborato alla mostra "Geometrie di Luce: Archeoastronomia nelle Antiche Chiese del Marchesato di Saluzzo" svoltasi a Saluzzo (Cuneo) dal 17 Aprile al 2 Maggio 2004, in cui si è occupato di tutta la fase di rilievo topografico e di orientazione, dell'analisi e del calcolo astronomico relativo alle chiese oggetto della mostra. Nel 2006 ha collaborato alla realizzazione della mostra: ”La Luna, la Vergine e l'astronomia medievale: Santa Maria di Vezzolano” e della manifestazione tenuta nell’Abbazia Agostiniana di Santa Maria in Vezzolano (Asti) per conto della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio del Piemonte e dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte, organismi che fanno capo al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con il contributo della Compagnia di San Paolo e della Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti. In questo ambito si è occupato completamente della fase di rilievo topografico e di orientazione della chiesa abbaziale nonché della successiva analisi, del calcolo astronomico e dell’interpretazione dei risultati. Nel 2007 per la stessa Soprintendenza ha eseguito lo studio archeoastronomico completo della chiesa romanica di San Costanzo al Monte (Cuneo). Sempre nel 2007 si è occupato delle conoscenze astronomiche delle popolazioni pre-etrusche in Toscana, in particolare di alcuni siti afferenti alla Cultura del Rinaldone.

Attualmente si sta occupando dell'Astronomia nelle culture antiche dell'Italia centro-settentrionale, dei criteri astronomici utilizzati per la progettazione delle strutture delle antiche città poste nel territorio cisalpino, della misura dell'orientazione e dell'analisi della simbologia astronomica delle chiese cristiane antiche e dei castelli medievali, dell'astronomia nelle culture germaniche dalla proto-storia fino all'Alto Medioevo e delle conoscenze astronomiche e cosmologiche diffuse nell'Irlanda antica e medievale.

Ha svolto ricerche relativamente alla struttura, l'orientazione delle tombe pre-islamiche del Sahara e il loro legame con l'Astronomia, e nell'ambito del megalitismo africano e sempre in ambito africano ha interpretato per primo le orientazioni astronomiche presenti nel Grande Zimbabwe mettendo in evidenza l’esistenza di consistenti conoscenze astronomiche diffuse tra le popolazioni locali, e delle origini dell’Astronomia Egizia. Per quanto riguarda il Continente Americano, ha svolto le sue ricerche in relazione all’orientazione astronomica alle strutture fortificate costruite della culture pre-incaiche peruviane. Per quanto riguarda l’Estremo Oriente, ha svolto ricerche di tipo etno-astronomico studiando ed interpretando le conoscenze astronomiche delle tribù della Malesia e più in generale dell’area oceanica pacifica, in questo stesso ambito si sta occupando dei metodi astronomici utilizzati dalle antiche popolazioni polinesiane per la navigazione oceanica.

Ha contribuito per primo con ricerche originali, tuttora in corso. allo sviluppo delle applicazioni delle tecniche satellitari GPS al rilevamento topografico e planimetrico dei siti archeologici di rilevanza astronomica ed attualmente si sta occupando della metodologia di rilievo e di studio dei siti archeologici di rilevanza astronomica mediante l’analisi delle immagini riprese dai satelliti artificiali in orbita intorno alla Terra e delle tecniche di Telerilevamento.

Ha collaborato alla mostra “IL TEMPO ED IL SOLE. Dall’orologio di Otzi alle chiese gotiche: indagini archeologiche per 5000 anni di astronomia” organizzata dalla Città di Pinerolo (Torino), dal CeSMAP (Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica) e dal Museo Civico di Archeologia ed Antropologia di Pinerolo, che si è svolta dal 18 gennaio al 10 Febbraio 2008 e dal 11 Aprile al 30 Aprile a Grugliasco (Torino), alla mostra “Geometrie di Luce nelle antiche Chiese del Marchesato” che si è tenuta nel Salone degli Stemmi del Museo Etnografico di Clavesana (Cuneo), dal 14 settembre al 2 novembre 2008. In questi ambiti ha eseguito i rilievi di orientazione delle chiese gotiche oggetto delle mostre, eseguito i calcoli e il conseguente studio archeoastronomico. Nel 2009, nell’ambito delle manifestazioni per l’Anno Internazionale dell’Astronomia, ha curato la realizzazione della mostra permanente “ARCHITETTURA ROMANICA E ASTRONOMIA: Santa Maria di Vezzolano” promossa dalla Regione Piemonte, dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte, dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le provincie di Torino, Asti, Cuneo, Biella e Vercelli e dalla Canonica Regolare di Santa Maria di Vezzolano ad Albugnano (Asti); con la collaborazione dell’Osservatorio del Paesaggio per il Monferrato e con il patrocinio di TRANSROMANICA, The Romanesque Routes of European Heritage, del Major Cultural Route of the Council of Europe e dell’Accademia di Agricoltura di Torino, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti.

Dal 2008 è titolare della rubrica di Archeoastronomia delle rivista italiana COELUM. Sempre in occasione dell’Anno Internazionale dell’Astronomia (2009) ha curato la realizzazione della mostra “L’ASTRONOMIA DEI CELTI E IL CALENDARIO DI COLIGNY: 73 FRAMMENTI DI CIELO SULLA TERRA”, dedicata al più importante calendario celtico dell’Europa antica, che si è tenuta ad Aosta, presso la Torre dei Signori, nella Porta Pretoria, dal 17 al 25 Novembre 2009, promossa dal Consiglio Regionale della Valle d’Aosta. Nel mese di giugno 2009 ha diretto e gestito in maniera completamente autonoma lo stage “Astronomia, Geometria e Simbolismo Cosmico in una Chiesa Romanica” presso la Scuola Regionale per la Valorizzazione dei Beni Culturali di Botticino facente capo alla Fondazione Enaip Lombardia, nell’ambito dei progetti “Learning Week” organizzati dalla Regione Lombardia, dedicato agli studenti del III, IV, V anno dei Licei Scientifici, Licei Classici e Licei Artistici ad indirizzo sperimentale.

E’ un collaboratore dell’Istituto di Studi Sull’Isola Brembana, sin dalla sua fondazione. Si è occupato di archeologia sperimentale supervisionando la realizzazione dei fac-simile in scala 1:1 di alcuni importanti reperti archeologici di rilevanza astronomica tra cui il disco di Nebra, il disco di Chevroches, ed la tavola di bronzo del Calendario di Coligny realizzati dal G.A.S.A.C. di Grezzago (Milano).

Di imminente pubblicazione, i volumi: “IL CALENDARIO DI COLIGNY E LA MISURA DEL TEMPO PRESSO I CELTI” per i tipi dell’editrice Keltia di Aosta; “ASTRONOMIA E SIMBOLISMO ASTRONOMICO NELL’ARCHITETTURA SACRA ALTOMEDIEVALE” per i tipi di Priuli e Verlucca (Scarmagno, Torino); "L'ASTRONOMIA NELL'ANTICA IRLANDA", “L’ASTRONOMIA DELLE ANTICHE POPOLAZIONI GERMANICHE”, “SAN TOME’ IN LEMINE: ASTRONOMIA E GEOMETRIA IN UNA CHIESA MEDIEVALE” edito dall’Antenna Europea del Romanico con sede in Almenno San Bartolomeo (Bergamo).

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